E-commerce in Cina: il potenziale per l’export italiano

L’e-commerce si sta confermando uno dei canali di vendita fondamentali per le aziende. L’ultimo anno ha cambiato le abitudini degli italiani, creando nuove opportunità per le imprese del Made In Italy. Oltre alle nuove richieste provenienti dal mercato nazionale, si aggiunge la domanda proveniente da altri Paesi, Cina in primis.

La crescita economica della regione asiatica

La Cina e l’intera regione orientale costituiscono una grande opportunità per le imprese italiane ed europee; in particolare, l’ASEAN è l’area economica che ha registrato i maggiori tassi di crescita in questo secolo e che presenta le migliori prospettive di crescita nei prossimi anni. Questo scenario promette numerose opportunità per le esportazioni dall’UE alla regione asiatica. Negli ultimi anni, molti Paesi appartenenti all’area hanno collaborato con l’Unione Europea siglando accordi commerciali approfonditi: di recente, ad esempio, sono entrati in vigore due accordi con Singapore e il Vietnam, mentre ulteriori accordi sono fase di definizione.

Inoltre, Il 15 Novembre 2020 è stato firmato l’RCEP (Regional Comprehensive Economic Partnership) che segna l’inizio del blocco commerciale e di investimento più grande del mondo. L’accordo di libero scambio coinvolge i 10 Paesi dell’ASEAN (Brunei, Cambogia, Filippine, Indonesia, Laos, Malaysia, Myanmar, Singapore, Thailandia, Vietnam) più Cina, Giappone, Corea del Sud, Australia e Nuova Zelanda. Come riportato da ISPI, l’RCEP creerà un’area di cooperazione economica di 2,2 miliardi di persone, che producono il 30% del PIL e il 27,4 % del commercio globali. Il gruppo dei Paesi membri copre il 50% della produzione manifatturiera globale, il 50% della produzione automobilistica e il 70% di quella elettronica. L’accordo eliminerà tra l’85 e il 90% delle tariffe al commercio interne alla nuova area.

Per l’Italia si tratta di Paesi che ricoprono l’8% dell’export nazionale (complessivamente 39 miliardi di euro) e che costituiscono destinazioni fondamentali per la ripresa dei prossimi anni: nel 2021 la crescita dell’import di questi Paesi dovrebbe raggiungere il 10%, superando di almeno due punti la percentuale prevista per la media degli scambi mondiali.

L’andamento dell’e-commerce in Cina

La profonda evoluzione digitale degli ultimi anni ha cambiato il commercio internazionale, spingendolo nella direzione di scambi commerciali cross-border in forma digitale sempre più frequenti. Lo sviluppo delle tecnologie, delle telecomunicazioni e i progressi nell’accesso alla rete e nei trasporti hanno favorito la crescita esponenziale dell’e-commerce.

In particolare, l’area dell’Asia-Pacifico occupa il primo posto nel mercato mondiale, seguita da Stati Uniti ed Europa. Al primo posto in assoluto nella classifica globale si trova la Cina, il Paese leader di mercato per le vendite online. A fine 2019, la Repubblica Popolare Cinese aveva registrato affari per un valore superiore agli 800 miliardi di dollari

Come riportato da Statista, la popolazione cinese èquella più attiva nell’ambito dell’e-commerce, con 710 milioni di utenti che effettuano acquisti online. Il 76% di coloro che effettuano acquisti online rientra nella fascia di età 18-44, e i principali prodotti acquistati sono abbigliamento, accessori, giocattoli e articoli per hobby. In base alle previsioni per il 2021, i consumatori cinesi spenderanno $1.1 miliardi, con un forte aumento rispetto ai $826.6 spesi nel 2019. Queste cifre corrispondono a più del doppio delle cifre raggiunte negli Stati Uniti ($360 milioni) e in Europa ($351.9 milioni).

Export digitale italiano in Cina

Nonostante gli acquirenti cinesi abbiano ampia possibilità di scelta nel mercato domestico, continuano ad essere assidui consumatori di beni provenienti da altri Paesi. Secondo il report di RetailX, “China 2020 Ecommerce Country Report,” nel 2019 l’e-commerce internazionale in Cina è aumentato del 16.7%. Infatti, il 68% dei consumatori cinesi considera di migliore qualità i beni provenienti dall’estero rispetto a quelli del mercato domestico.

Il mercato è pieno di opportunità per l’export italiano, in quanto la maggior parte dei consumatori cinesi considera il Made In Italy come sinonimo di qualità ed eccellenza. Tuttavia, questo potenziale non è ancora sfruttato al pieno dalle nostre imprese: secondo le stime dell’Agenzia italiana del Commercio Estero (ITA Agency), solo il 7% delle aziende italiane attive online vende via web ad imprese e/o consumatori cinesi. Anche se questa percentuale è ancora relativamente bassa, ci sono ampi margini di crescita che possono essere sfruttati dai brand italiani per entrare ed affermarsi nel mercato cinese.

Agroalimentare, moda e arredamento

Grazie all’espansione della middle class cinese, all’ aumento del suo potere d’acquisto e ad una mentalità sempre più internazionale, le opportunità per il Made in Italy in Cina sono in crescita. In generale, i beniitaliani preferiti dai consumatori cinesi anche negli acquisti online sono quelli di lusso e di alta qualità. Tra questi si contano prodotti agroalimentari, di moda e bellezza, di arredamento.

Per quanto riguarda l’agrifood italiano, i prodotti più acquistati sono vino, cioccolato, prodotti da forno, olio d’oliva. Inoltre, in seguito alla pandemia Covid-19, i consumatori cinesi hanno mostrato una nuova attenzione per l’acquisto online di prodotti alimentari biologici certificati, garanzia di sicurezza e salubrità

Secondo gli acquirenti cinesi, l’Italia è al primo posto tra tutti i Paesi stranieri per la produzione di beni di qualità, sia riguardo ai prodotti alimentari in generale, sia riguardo a quelli biologici. I prodotti più promettenti per il bio Made in Italy sono prodotti lattiero-caseari, cibo per l’infanzia, carne e derivati, pasta e prodotti da forno.

Nell’ambito di moda e bellezza, i prodotti italiani più venduti sugli e-commerce cinesi sono capi di abbigliamento e accessori dei rinomati brand di lusso del nostro Paese. Molto venduti anche prodotti di cosmetica e per la cura del corpo; anche per quest’ultima categoria, la provenienza italiana è considerata sinonimo di qualità e sicurezza.

Infine, anche il settore dell’arredamento è in espansione nel mercato digitale cinese, grazie ad una crescente preferenza per il design di qualità. Dal 2009 a oggi le vendite sono aumentate del 494%, portando l’Italia ad essere il primo fornitore estero di mobili in Cina. Nel 2018 la Cina era il nostro settimo mercato di esportazione, e secondo le previsioni potrebbe diventare uno dei primi 3 nel giro di qualche anno. Il successo dell’arredamento italiano è dovuto alla reputazione del Made in Italy in fatto di lavorazione artigianale, materie prime pregiate e stile unico.

Le piattaforme e-commerce in Cina: la differenza tra Alibaba e JD

Uno degli aspetti vantaggiosi del cross-border e-commerce è dato dalla semplificazione delle procedure operative: la modalità e-commerce permette di vendere in Cina prodotti stranieri senza dover affrontare la lunga procedura di autorizzazione che invece è necessaria per la vendita attraverso i canali tradizionali. Le due principali piattaforme online autorizzate su cui i consumatori cinesi acquistano prodotti provenienti dall’estero sono Tmall Global (una piattaforma lanciata da Alibaba) e JD Worldwide; tuttavia, esistono moltissimi marketplace minori che offrono prodotti di importazione per soddisfare la domanda cinese in crescita.

Quando si parla di commercio digitale in Cina, JD Worldwide e Alibaba vengono spesso catalogati entrambi sotto la vaga definizione di “e-commerce”. Tuttavia, come riportato da Retex, le differenze nei modelli di commercio dei due colossi cinesi sono sostanziali.

Alibaba è principalmente un marketplace B2B che punta sullo sviluppo degli scambi; non vende direttamente prodotti, ma fornisce uno spazio in rete dove individui, negozi ed imprese fanno business. Con la piattaforma Tmall menzionata in precedenza, Alibaba controlla metà delle transazioni online tra professionisti e persone, e domina il mercato degli scambi da persona a persona con Taobabo, un altro sito dedicato alla compravendita tra privati simili a eBay.

Al contrario, JD è principalmente un retailer online B2C, il più grande della Cina; questo che sta guadagnando un ampio vantaggio tra i consumatori cinesi di fascia più alta, coloro che alimentano la domanda di beni non disponibili sul mercato interno. JD è più simile al modello di Amazon; fornisce una vasta gamma di beni, tra cui elettronica e gadget, prodotti per la decorazione della casa, mobili, abbigliamento e libri.

L’e-commerce in Cina offre quindi notevoli prospettive di crescita per l’export italiano, che attualmente è ancora in una fase di sviluppo iniziale in questo settore. Il potenziale delle piattaforme digitali cinesi sta però iniziando ad essere notato, e stanno nascendo alcune iniziative con l’intento di favorire l’accesso dei prodotti italiani nel mercato digitale cinese. Un esempio è la recente istituzione del “Made In Italy Pavilion“su Alibaba: una sorta di grande vetrina online in cui 300 aziende italiane avranno la possibilità di esporre gratuitamente i propri prodotti a 26 milioni di potenziali buyer.

Iniziative di questo tipo sostengono le PMI italiane che nel 2020 hanno risentito particolarmente della pandemia; dal punto di vista della Cina, invece, queste collaborazioni offrono ai consumatori locali la possibilità di acquistare i rinomati prodotti Made In Italy.

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